Hai gli occhi stanchi stamattina, signor M; dietro le lenti spesse c'è ancora il bagliore riflesso dei tuoi aeroplani, le lunghe traversate notturne sulla Manica, nelle orecchie il clangore delle eliche e delle mitragliatrici. Hai la borsa infilata di sghimbescio nel portapacchi della bici e pedali mentre un po' di vento ti si infila tra il colletto e la sciarpa allentata; le guance arrossate, tiri su col naso e cerchi di sistemarti meglio mentre centri una buca nell'asfalto e sobbalzi tutto, tintinnando.
Quando arrivi, scendi e chiudi la bici. Prendi le tue cose, la borsa è quasi volata via dal portapacchi, c'è tutto, sì, sei distratto signor M stamattina, hai ancora sonno e qualche briciola agli angoli della bocca, che strusci via con il dorso della mano.
Entri, aspetti il tuo turno seduto. Molta gente, facce che ti guardano per un istante per riprendere a parlare un attimo dopo. Confusione di voci, e tu sei stanco e nervoso; frughi nella borsa, trovi ciò che cerchi e ripassi mentalmente quello che devi chiedere. Solo alcune domande, ma sai che hai poco tempo e spesso poca attenzione da parte del tuo interlocutore; devi essere chiaro e conciso. Non smaniare già ora, signor M. Tocca a te. Passi una seconda porta, ti siedi davanti a un tipo che mentre parli mastica una gomma ipnotica. Non ti fissare sulla gomma, M. Non ti fissare, continua a chiedere. Il tipo sembra collaborativo, risponde a tono finché non esita proprio sull'ultimo tuo quesito, chiama un collega che scuote la testa, fa una smorfia supponente, ne chiama un altro, che però è al telefono e fa cenno di aspettare. Tu sei lì con la tua borsa sulle ginocchia, ciancichi la cerniera mentre loro discutono il tuo caso, dandosi sulla voce l'un l'altro, ora che è arrivato anche quello del telefono.
Guardi fuori dalla finestra, guardi di nuovo quello che biascicava la gomma, e pensi che ora sarà diventata di cemento. A questo pensi, mentre loro si azzuffano sulla tua domanda. Passa un buon quarto d'ora, la seduta si scioglie con un niente di fatto, cogli al volo le parole "pausa" e "caffè". L'uomo di gomma ti guarda, a te pare imbarazzato, o forse nauseato dalla gomma eterna, non si sa. E' interpretabile, dice. Certo che lo è, pensi, altrimenti non ero qui. Ti alzi, ringrazi comunque. Ti incammini verso la bici rimettendo a posto le tue scartoffie, ti aggiusti gli occhiali, non guardi dove metti i piedi. Pesti una gomma, l'odore dolciastro di menta masticata ti entra nelle narici mentre cerchi di toglierla da sotto la scarpa e pensi che forse c'è un nesso tra le cose, che la vita è beffarda o che molto più semplicemente per uno che mastica una gomma c'è sempre un povero diavolo che la pesta.
lunedì 31 marzo 2008
La beffa
Valencia 2008
Tornato dalla Capitale della Comunidada Valenciana, nonchè terza città spagnola per cominciare farò due considerazioni. La prima di mero interesse architettonico urbano. Mi stupisco come in molte città spagnole, se non in quasi tutte quelle sul mare, a partire da Barcellona, il mare sia..negato. Anche Valencia è sul mare, ok, il vecchio centro è su una ansa del fiume Turat, ma lo sviluppo successivo non ha cercato nessuna unione con il mare. Idem per Barcellona, il mare è solo spiaggia, non porto, inteso come nelle cittè italiane di Genova...Venezia...la stessa ad esempio Livorno. Non si sente la salsedine nelle vie cittadine, non si sentono echi lontani di navi all'attracco e scaricatori e puttane...Niente di tutto ciò. Io giudizio sulla città è assai..anomalo...mi piace non mi piace..ancora non lo so..800 mila abitanti e non sentirli.
Seconda considerazione...noi italiani rimaniamo sempre terzo mondo. Non lo dico per disfattismo o per esterofilia..ma come si fa a non riconoscerlo ogniqualvolta si va per paesi europei e sopratutto la Spagna? Avranno mille difetti...ma a Valencia hanno quello che hanno..una metro di 5 linee, un parco lineare di 8 km che continua ad ampliarsi.., una cittadella delle scienze, che piaccia o meno intanto c'è, collegata direttamente con l'università, un palazzo delle arti, Reina Sofia, con 4 sale di cui quella più grande di Spagna, e tutta una sistemazione infrastrutturale che il buon Santiago sta continuando..., un museo di arte contemporanea, bello il giusto, in cui ho trovato 5 mostre una più della dell'altra al costo del tiquet di 2 euro...e poi tutto super perfetto, pultio, anche nel barrio del Carmen mezzo diroccato...insomma ogni volta penso a quanto siamo poveri ormai. Detto ciò...L'architettura moderna deve almeno avere un pò di polvere sulle spalle altrimenti diventa quella cosa inutile che e veles e vent di Chipperfield ( che intanto Valencia ha) ma che mette un accenno di tristezza....al momento ma tra 3, 4 anni con il porto di Coppa America che si rimetterà a tutti..sarà proprio un bel posticino...
Per il resto...mmmm vorrei passarci 15 giorni di fila per capire un pò meglio tutto e per potermi fare una 22 km lungo il parco...
sabato 29 marzo 2008
venerdì 28 marzo 2008
Erasmo e la sua bottega
Si ok!! questa aveva un senso, ma non per questo, avendone fatta una per il verso giusto ci dobbiamo sorbire tutti i porticcioli d'italia in stile baita di montagna!!!!
Torino da mangiare...da bere...da testare
ci rivedo tutti i materiali di torino e non so perchè ma...ci sta
bene!!!
Lisbona: città in salita o in discesa?
giovedì 27 marzo 2008
mercoledì 26 marzo 2008
Graffiti research lab @ Moma NYC
G.R.L. @ M.o.M.A. from fi5e on Vimeo.
Perchè i solai piani?
Scusate la domanda stupida (e forse un poco retorica): perchè Libeskind costruendo questo ampliamento di museo ha usato tutte pareti storte e poi ha fatto i solai banalmente orizzontali? non vale rispondere: per mettere in risalto le pareti storte!!!! Guardatevi il video.... mestierante dammi un parere!!!
martedì 25 marzo 2008
HASTA SIEMPRE BARONE
HASTA SIEMPRE NONNO
lunedì 24 marzo 2008
La Strada
sabato 22 marzo 2008
La doppia vita del signor M

venerdì 21 marzo 2008
giovedì 20 marzo 2008
Lezioni di Stile
Nella fretta, cercando di scaricare l'articolo di un noto critico, m'imbatto in questo capolavoro!