sabato 14 giugno 2008

La Fiera dell'Est

Queste sono le mie rliquie, un venerdì sera alla chiusura del mercato della Piazzola, scatole vuote, sacchetti di plastica, grucce, veline, scontrini e mucchi di vuoti a perdere. Nello sfondo una camionetta della nettezza urbana passa a pulire i ciarpami. Io allora fotografo tutto, veloce, con il mio cellulare a bassa definizione, per non lasciar cadere nell'oblio...per paura di perdere...per paura di scomparire anch'io, meno reale della monnezza, meno importante di una scatola di scarpe. Valgo meno di 3 soldi al mercato di Bologna. Eppure mi do tanto daffare. M'impegno tanto per provarmi che esisto, che qualcosa valgo anch'io. Farmi vedere, mostrarmi in vetrina o su di una bancarella dei pezzi fallati, della roba al 3x2, che c'è sempre la fregatura. Mi ricordo quelle ragazze in vetrina nell'Olanda delle belle architetture, tra un lounge appena inaugurato e una galleria d'arte all'avanguardia. Puttane loro, puttane i baristi che vendono i cocktails dietro a un bancone lucido come le palle del bigliardo, puttane gli artisti che in vetrina mettono qualcosa ben più intimo di un corpo, papponi i galleristi e gli architetti che si affogano tra torte meringate di belle parole sostenibili e vomitano la notte tutte le loro bugie. Valiamo tutti meno di 3 soldi se crediamo di esistere solo incapsulati in un clistere diretto nel futuro e contenente i liquami del nostro presente. Ma non sono 10 oggetto da 3 soldi l'uno che ci salveranno da questa paura di non essere. ABOLIAMO LA FILOSOFIA DEL CONTROLLO. Lasciamoci morire in pace, nel tempo lento che abbiamo fatto di tutto per dimenticare. Intanto viviamo e smettiamo di preoccuparci delle nostre reliquie. Loro, a dispetto della nostra stupidità, resteranno anche senza di noi.

giovedì 12 giugno 2008

VENUSTAS


Pulchra: giochi con la bellezza e vinci 10.000 euro
Pulchra è un concorso di bellezza riservato esclusivamente agli oggetti.
Un gioco dedicato alle cose belle, a chi le ama e, soprattutto, a chi vorrebbe renderle eterne perché, con Pulchra, resteranno intatte e viaggeranno nel futuro.
Il concorso è aperto a tutti e si svolge online http://www.pulchra.org/. Sulla passerella sfilano cento oggetti, selezionati da una commissione composta da Italo Lupi, Alessandro Mendini, Matteo Vercelloni e Sandro Silvi, ideatore dell'iniziativa. Chi partecipa deve solo indicare i dieci oggetti che gli piacciono di più e può vincere 10.000 euro.
Si vota, gratuitamente, dal 30 gennaio al 31 dicembre 2008, sempre sul sito http://www.pulchra.org/ indicando, nella apposita tabella, 10 oggetti in ordine di preferenza. A fine anno i dieci pezzi più votati saranno proclamati vincitori. Verranno riposti in una capsula metallica impermeabile e interrati in un parco; sopra di loro, sarà realizzato un giardino d'autore. Anno dopo anno, con le successive edizioni del concorso, un mosaico di giardini segnalerà la presenza di questo invisibile museo della bellezza: un piccolo e splendente tesoro nascosto, destinato agli archeologi del futuro.
Chi vincerà il premio di 10.000 euro in gettoni d'oro? Chi tra tutti coloro che partecipano al concorso avrà prefigurato meglio di tutti la classifica finale, quella dei dieci oggetti più votati.
Have fun with beautiful things and win 10,000 euros
A commission consisting of Italo Lupi, Alessandro Mendini, Sandro Silvi and Matteo Vercelloni has selected our "item" for the Pulchra "The Most Beautiful Things in the World" contest. It's a game devoted to beautiful things and to people who love them and want them to last forever, because with Pulchra, the winning items will be conserved and travel into the future.
The contest, which is open to everyone, is being held online at http://www.pulchra.org/ Participants simply choose the 10 items they like the most out of the 100 selected for the contest... and can win 10,000 euros!
Voting is free of charge. You can vote at any time of the day or night from 31st January to 31st December, 2008 at http://www.pulchra.org/by simply indicating the 10 chosen items on the table provided, in order of preference. At the end of the year, the ten items receiving the most votes will be proclaimed the winners and placed in a waterproof metal capsule for burial in a park, where a beautiful, custom-designed garden will be created on the surface above. Year after year, with subsequent editions of the contest, a mosaic of gardens will mark the existence of this invisible museum of beauty - a small, yet brilliant hidden treasure for future archeologists to find.
But who will win the prize of 10,000 euros in gold coins? The participant who comes closest to guessing the final standings of the ten items receiving the most votes. Shall we sincerely send you our good wishes?

lunedì 9 giugno 2008

Si fa così

Comunicazioni interne

Note per i collaboratori
1)se state compiendo una operazione come inserire un video e non sapete come fare, chiamatemi
2)in caso contrario vedendo il post con pagina errata d'ora in avanti semplicemente lo rimuoverò
3)date una etichetta al post che pubblicate!
4)altrimenti finiscono nel nulla (scusa la provocazione Lupo...)
5)d'ora in avanti eliminerò anche i post senza etichetta

Certo questo significherà eliminare quasi tutto. Bene. Ho bisogno di fare pulizia, come i cittadini italiani. Se non capisco elimino! Ecco. Così poi gli archivisti e gli storici non avranno più un cavolo da fare e potrò eliminare pure loro. Se continua così elimino proprio il blog! Così poi non ho più un cavolo da fare neppure io! Anzi, come storica non avrò doppiamente un cavolo da fare, tiè!

venerdì 6 giugno 2008

Cassius II


giovedì 5 giugno 2008

Ingresso a Prato




INDAGANDO AI MARGINI













TESTO DI: Cinzia Argenti e Sarah Bovani


Il Festival delle arti ai margini
“La pittura è pubblica!! Il colore e il segno sono per tutti. Le tinte si stendono sui muri e prendono spazio, divorano le vecchie superfici, il muro diventa orecchio e occhio di una casa. Il muro ascolta e guarda, conosce ciò che gli accade intorno tutti i giorni, è il momento di dargli voce.”
È con questa frase che Blu, uno degli streetartist che ha partecipato al festival, ha interpretato lo spirito della manifestazione che a metà maggio ha coinvolto i quartieri nord di Livorno: Shangay e Corea, aree che, purtroppo,a causa della loro storia, della loro collocazione e morfologia sono per anni rimaste “ai margini” della città.
L’intento del festival è stato quello di coinvolgere e rendere protagonisti i quartieri, ma soprattutto le persone che vi abitano attraverso il coinvolgimento di artisti, storici dell’arte, collezionisti, musicisti ma anche studenti delle scuole della città. Il tutto si è inserito all’interno del programma “Urban Italia” che da due anni si occupa della riqualificazione delle zone periferiche.
Tra gli eventi collegati all’ arte ci sono state: una rassegna video sull’arte brut internazionale a cura di Teresa Maranzano, una istallazione pittorica di Riccardo Bargellini realizzata con quattro artisti dell’ outsider art attivi nell’ambito dell’Atelier Blu Cammello , una mostra di fumetti e disegni di Michelangelo Setola, e l’intervento diretto di streetartist come Blu, Erikailcane, Run e Dem.
Quest’ ultimi nei giorni del festival hanno lavorato a Shangay realizzando murales su vecchi fabbricati attualmente vuoti in attesa di una prossima demolizione. Ognuno con la propria sensibilità ha interpretato il carattere di questi quartieri così particolari riuscendo a creare dei rapporti con la gente in modo spontaneo e diretto e integrandosi pienamente con essa. Inoltre i laboratori di stampa a caldo e di serigrafia hanno reso possibile la partecipazione diretta dei bambini e dei ragazzi delle scuole della città.
La particolarità e la bellezza del festival è stata quella di riuscire a far penetrare l’arte in queste strade e piazze.
E’ possibile vedere le opere realizzate in tutto il mondo dagli streetartists che sono intervenuti su :
http://www.blublu.org/
http://www.thedownhill.org/
http://www.ericailcane.org/
www.flickr.com/photos/dem666

ENRICA MANNARI - PINK LADY


La capitale si tinge di rosa-pop e si apre ai nuovi linguaggi artistici ispirati dalla street-culture degli States anni ’70, con contaminazioni che arrivano dal mondo ludico dell’infanzia.
L’occasione è la presentazione di Pink Attitude, the contemporary female creativity, progetto editoriale dell’agenzia di comunicazione Underscore (Giovanni Battista Guidi ed Enrica Mannari) e della book designer Anna Puorro, che afferma con decisione l’importanza del lowbrow o pop surrealism quale emblema di nuove e fervide factory artistiche.
Alchimia dai colori esplosivi, nuovo linguaggio urbano capace di abbattere frontiere culturali e sociali, il newpop evoca un mondo ludico e onirico noir.
Il Volume e la pink attitude
Attraverso questo libro, introduzione al fantastico mondo Rosa della contemporaneità culturale, si rende oggettiva la necessità di riunire la creatività femminile che si muove intorno al concetto di Pink Attitude, raccontato nelle ….pagine dalla grafica un po’ retrò .
Pink Attitude è un modo di vivere, di percepire, di parlare, di muoversi, di pensare. L’ironia, a volte quasi noir altre sarcastica, è la componente di questa attitudine intellettuale.
Un’accurata selezione di 23 Artiste/Designer provenienti da tutto il mondo, che con il loro talento e la loro sensibilità raccontano storie di vita e di sogni, da scovare soffermandosi su ogni immagine. Operaie del post moderno, capaci di citare il cartoon vintage, di promuovere il modernismo barocco attraverso tratti semplici ed immediati oppure usando pitture-illustrazione, le 23 donne pubblicate rappresentano alcuni tra i più significativi artisti della corrente del surrealism.
Amore e morte, romanticismo e decadenza, erotismo ed infantile innocenza, rosa e nero, bene e male, contrasti stridenti ma vicini, delineano i confini entro i quali si muove questa nuova corrente di pensiero.
Se volessimo visualizzare un ambiente ” pink attitude” dovremmo unire l’estetica un po’ kitch e vistosa, ma sempre glam, di un party hollywoodiano, con quella della cameretta di un’adolescente, in una miscela purpurea di Hellokitty e Marilyn Monroe.
Pink Attitude è mescola di seduttive dolcezze e sessualità strong. Unisce romantici cuori grondanti di sangue a macabri teschi umani trasformati in simpatici pupazzi. Archetipi ancestrali vengono riletti a tinte forti. Le principesse, in chiave gotica, diventano assassine e temibili guerriere. Le donne diventano uomini e viceversa, in una giostra continua tra bello e brutto, amore e odio. L’obiettivo è quello di sdoganare confini visivi, artistici e culturali per determinare un nuovo punto di osservazione estetico.
Musica, parole, immagini, ambienti, oggetti e persone possono appartenere al mondo Pink Attitude.

martedì 3 giugno 2008

Blu&Tate

Sempre più mediatica la street art naviga ormai tra le rassicuranti sponde del lecito, da una parte, e dell'istituzionale, dall'altra. Riprova ne sono gli interventi che artisti del calibro di Blu sono chiamati a fare per la New Tate. Mi pare molto interessante l'esempio di Livorno. Ma intorno ai lavori di questi giovani street artist cosa c'è? Una volta l'illecito produceva una viva necessità di partecipazione. Intorno a bombolette e co. c'erano rave party e progetti interessanti ma oggi? Vedo giovani pigri imbellettati da nuvole di spry tossico agli aperivi trendy di giovani architetti fiorentini... davero siamo così narcotizzati?!
Superbaro raccontaci qualcosa di più sul progetto di Livorno!!!

Serie A

lunedì 2 giugno 2008

AI MARGINI DI LIVORNO


















BLU
ERIKAILCANE
DEM
RUN
Sono gli artisti che hanno cercato nel mese passato di ri- animare e ri- scoprire alcuni luoghi di margine del quartiere popolare Shangay di Livorno.

L'UOMO DI CROMAGNON


Ovviamente il post sul senso dell’Architettura era ironico e la scelta naif dell’immagine ne era manifesto.
Non trovo però banale e superficiale la ricerca atavica di un tetto sotto cui stare.
Sento realmente la responsabilità di compiere un atto primitivo nello svolgere il mio mestiere di progettista.
Trovo quindi affascinante vivere fisicamente e non solo intellettualmente l’atto creativo del progetto e i miei dipinti, le mie sculture cercano di staccarsi dalla patinata rappresentazione di un render o dai freddi plastici ottenuti mediante calcolo numerico.
Impossibile e stupido sarebbe ripudiare gli strumenti multimediali, ma una ricerca fisica dell’Architettura è assolutamente indispensabile, soprattutto in una fase giovanile dove ciò che viene riprodotto su carta sembra impossibile da realizzarsi concretamente.

mercoledì 28 maggio 2008

CAPANNA PRIMIGENIA


Non vorrei seppellire le vostre diatribe sul SENSO dell'Architettura, che giungono come un orgasmo al mio cervello di scimmia, ma la risposta sembra lapalissiana.



Il SENSO dell'Architettura è avere un tetto sopra la testa.


Vi esorto quindi a riflettere sull'idea, tutta contemporanea, di definire architettura anche spazialità prive di cappello.



martedì 27 maggio 2008

Ara&Pace II


Per chi volesse seguire il succoso dibattito sul Senso dell'Architettura la prima parte è sul post "Ara&Pace" +commenti. Visto l'interesse suscitato dalle considerazioni fatte aggiungo alcune note su cui spero vorrete intervenire ancora visto che, mi piacerebbe, le cose dette non restassero nel limbo virtuale, ma spero, riuscirò a collettarle in qualche forma pubblicabile (insieme a voi).
Falsificazione. Attualmente il mio vocabolo preferito. Falsificherei i documenti di tutti i cittadini del mondo, falsificherei i sensi unici, falsificherei le date della storia. Ma in realtà tutto questo è già falso.
Convenzione. Presupposto di ogni rapporto sociale. Scelta che permette la comprensione tra parti in gioco. La Storia è una convenzione. I cartelli stradali sono una convenzione. I documenti d'identità sono una convenzione.
Documento. Paradigma necessario all'esistena di un evento. Contratto di credibilità. L'Ara Pacis è un documento che attesta la presenza di un'epoca storica ora conclusa. Come tale rilevante. Per convenzione giudicato esteticamente rilevante. Opera d'arte dell'architettura. Meritevole di essere conservato come testimonianza del bello (inteso come qualità dello spazio nel tempo).
Intervenire su di un documento significa da un lato introdurlo in un sistema di leggibilità, incasellarlo in una tassonomia, quindi farlo divenire convenzionale e utile, mentre dall'altro, per forza vuol dire falsificarlo. Ogni documento è per natura "già passato" quindi rilevante nell'ambito del tempo storico. Ma per essere rilevante deve anche essere interpretato, quindi falsificato. Intervenire sulla città storica non è altro se non questo processo di digestione della storia (quindi, concordo Francesco, necrofagia), perpetua falsificazione.
Il Senso allora, in epoca IperModerna ha, a mio avviso, molto più a che vedere con una giurisprudenza dei modi (o dei media) che non con una analisi sul "vero bello". Il vero, come la storia c'insegna, non esiste. Cerchiamo il Senso!

lunedì 26 maggio 2008

Migrants

Vedendo questa vecchia musulmana nel 18arr. di Parigi, ora che non vivo più in quella città, riflettevo su chi tra noi due fosse l'ospite straniero. Né lei, né io. Pur essendo un problema biblico e insoluto continuo a pensare che nessun immigrato possa essere definito "clandestino". Ora certo, è tutta una questione di giurisprudenza. Di leggi e del loro rispetto. Ma il vero limite, il vero confine, non è sulla carta geografica ma nel cervello di ogni singolo cittadino.
Anche questo è il Senso dell'architettura.

FRAMMENTI - DAL CAVALIERE NERO


giovedì 22 maggio 2008

Re: il senso della vita


Come promesso, intanto le riflessioni sul senso della vita... poi su quello dell'architettura... meditate gente, meditate.
M.




ARA PACIS- Città Ideale


Questa è la mia risposta alle insormontabili problematiche di Alemanno!

Ovviamente avrei suggerito al nuovo sindaco un sito migliore, ove collocare i suoi immigrati, ma questa non mi sembrava la sede opportuna per esprimermi con tanta enfasi.

Credo quindi, fare cosa gradita al Comune di Roma, suggerendo l’Ara Pacis come nuovo campo Rom.

martedì 20 maggio 2008

Lettera a casa

Caro babbo,
sono tanto contento che mi hai mandato a lavorare qui a Firenze. Ho trovato lavoro in uno studio molto bello e grande e tutti sono assai gentili con me. Ridono sempre quando arrivo e poso il fagotto col pranzo accanto alla mia postazione, o quando mi allaccio per bene il tovagliolo al collo prima di mangiare. Ho visto che qui c'hanno tanti libri e parlano di cose difficili che quando chiedo spiegazioni loro di nuovo sorridono: devono essere persone molto socievoli. L'altro giorno mi hanno portato a pranzo fuori con loro ma hanno ordinato cose complicate e domani mi cucinerò di nuovo la pastasciutta col sugo di mamma a casa per portarmela in ufficio.
Mi fanno fare un sacco di cose divertenti, dicono che il mestiere s'impara così ma non capisco se gli altri l'hanno già imparato perché queste cose le faccio solo io. Sono carini a lasciarmi questa opportunità.
Qualche giorno fa mi hanno mandato in un cantiere che ho dovuto prendere la corriera per arrivarci, poi pioveva e mi sono infangato tutte le scarpe che c'avevo solo quelle e sono stato tutto il giorno coi piedi mezzi. In questo cantiere ho imparato che non devo avvicinarmi troppo alla benna o alla ruspa e che se voglio parlare col guidatore bisogna che lui si fermi sennò rischio di farmi male. Siccome mi è quasi successo un incidente poi il capocantiere si è un po' adirato e sbraitava cose contro un sacco di gente e ha nominato anche diversi santi che non ti sto a dire sennò mamma che di certo mi leggerà ci rimane male.
Ci siamo anche accorti che alcuni disegni non corrispondevano a quello che avevano già costruito e che gli operai non avevano le protezioni, così quello ha ripreso a berciare e pareva più arrabbiato di prima, non capisco proprio perché.
Ora ti saluto perché c'ho tanto lavoro da fare, anche un po' di quello degli altri che hanno visto che sono così volenteroso e dicono che lo fanno per me.
Un bacio a tutti voi
(anche a mio fratello che non se lo merita perché voi non lo sapete ma quando torno a casa mi ci mette sempre il Dulcolax nel latte la mattina)

M.

Il Senso della Vita

Essendo ottenebrata dall'architettura avevo omesso la parte più importante della mail del mio amico T. Un ps. da nulla su tre amici londinesi...un tema di riflessione per tutti noi. Chi pensa "io non sono così" o crede davvero a Babbo Natale o è Babbo Natale!
"ps. questi 3 ragazzi intorno ai 30 sono ben istruiti, svolgono nobili professioni nella city e possono dirsi felici ed economicamente indipendenti, e poi passano i week end in posti dove la musica e' orribile a bere inspiegabilmente quantitativi assurdi di alcool, sembra che vivano relazioni al solo scopo di passare il tempo, non lo so, c'e' qualcosa che non mi convince, forse non sono ancora andato troppo a fondo".
La mia risposta sul tuo essere "mezzadro" è semplice:
- le donne che cercano il fuggitivo, incasinato, dannato, sono delle deboli
- tutte siamo o siamo state deboli
- poi a un certo punto diciamo "Basta!" e cerchiamo un uomo con le palle
- lo troviamo solo se anche noi però le palle ce le abbiamo
- lo troviamo principalmente a causa dell'orologio biologico, in rari casi perché siamo mature ed equilibrate
- se hai voglia di nottate London calling fai il misterioso (senza teatralizzare troppo), dai risposte ad effetto e fingiti sempre un pò altrove (tipo al cesso...)
- troverai un sacco di giovani, acerbe fanciulle per brevi, forse intense, nottate; ma all'alba via veloce e non cercare la scarpetta di cristallo (né di fare scarpetta nel piatto)!
- se hai voglia d'innamorarti romanticamente fai esattamente quel che stai facendo ora (un mazzo tanto in un paese straniero con raid estemporanei su donne inesistenti rese interessanti dalla tua splendida testa creativa). Alcuni la chiamano "Arte".
- troverai un sacco di giovani ragazze in-between, come te; forti e fragili e quasi belle (dentro, fuori lo so che hai gusto!)
- se hai voglia di costruire un rapporto stai calmo, osserva molto, osservati molto, capisci cosa non vuoi, chiediti davvero cosa sei disposto a mettere in gioco (una nottata, una settimana, una vita...)
- troverai, spero non in terra straniera, credo non subito, forse non come avevi immaginato e sarà uno sballo clamoroso!
Poi, nel tempo libero, si può anche parlare d'architettura...

ER MANIGLIONE


Il maniglione non vuole essere in alcun modo un “supremo atto teppistico”, anche se l’idea di essere stato futuristicamente dissacrante mi diverte molto. Il suo ruolo è, più semplicemente, quello di ricostruire il fronte su via Ripetta, riportandola alla sua natura di asse prospettico, fondamentale per la logica urbana del Tridente, nonché per la sua leggibilità. Il progetto del mio gruppo è infatti l’unico che non ha accettato l’idea del Museo di Richard Meier come quarto lato di Piazza Augusto Imperatore, ma ha correttamente considerato il bianco edificio dell’architetto newyorchese solo come uno dei due lati della strada in corrispondenza del vuoto prodotto dalle demolizioni di via Ripetta. Proprio per non essere aggressiva la nostra soluzione prevede una sorta di trabeazione sopraelevata, contenente una nuova sala espositiva e una loggia-osservatorio. L’avere spostato in alto la quinta prospettica permette a chi sta nella grande sala dell’Ara Pacis di osservare il Mausoleo, così come accompagna nel concreto delle relazioni urbane la stessa opera meieriana, a tutt’oggi estraniata e in larga parte atopica. C’è da aggiungere che il “maniglione” consente, salendo verso la loggia, di godere di viste progressive della mole tufacea e laterizia offrendo, secondo successive inquadrature in verticale, uno spettacolo sicuramente di grande interesse e di notevole suggestione. Per quanto riguarda il “sistema di ambienti aperti-chiusi”, che tanto l’ha turbata, essi sono stati pensati per due ragioni . La prima è che tali spazi rievocano il tessuto urbano distrutto reinmettendo il Mausoleo nella città, intesa come un insieme di tracce edilizie operanti, ovvero un palinsesto vivente, seguendo in ciò la celebre intuizione su Roma di Sigmund Freud. La seconda è quella di predisporre una promenade architecturale che prepari la vista del Mausoleo, sottraendo a quella sua immediatezza da gigantesco objet trouvé che gli toglie mistero ed emozione, esibendolo nel grande spazio di Piazza Augusto Imperatore senza alcuna mediazione . Per concludere, Le dirò che quando si partecipa a un concorso si è consapevoli che si può anche perderlo, ma in questo caso la mia sorpresa riguarda il fatto che la giuria, seppure autorevole, sembra non aver affrontato in modo adeguato la complessità urbana del tema. In effetti essa ha accettato la situazione esistente scegliendo conseguentemente la proposta che migliorasse nel modo più convincente l’asseto attuale senza rimetterlo in discussione. Come sarebbe stato, invece più che necessario, doveroso.
Franco Purini

Ara&Pace



Caro T.
l'architettura è visceralmente legata al tema civile. E' civile in quanto indispensabile alla costruzione della società. L'architettura ha quindi un doppio statuto, ambiguo e necessario, di estetica ed etica. Questo è un tema grande, grande ben più della "macchina da scrivere" monumento al buon Vittorio Emanuele di cui parli nella mail. Dici giustamente che prima, tra i Fori imperiali e piazza Venezia, prima di creare un'ampia spianata per la "torta", c'erano suggestive vie e viuzze, dall'inconfondibile profumo romano, dal ritmo lento e suadente. Ora, per far posto a quel colossale pastìche di stili e proporzioni, s'è rinunciato a un "pezzo storico della città". Peccato che quel "pezzo storico" di cui tu parli sia anch'esso frutto dello stesso processo di superposizioni storiche che ha giustificato l'inserimento del Monumento nella città eterna. Non so come Vespasiano (che introdusse nella sua Roma un oggetto attuale come il wc pubblico) avrebbe potuto interpretare le, ben più recenti temporalmente, viuzze di cui parli. In queste settimane, per gentile concessione del signor Luciano P. che tu ben conosci, il blog tenta di approfondire la questione sul Senso dell'Architettura legata al processo di divenire storico che tanto angusta il mio genitore e i filosofi da lui citati (Severino).
Spesso penso che la sopravvivenza dell'uomo, come quella delle blatte, sia legata alla sua capacità nell'adattarsi a mangiare i propri escrementi, solo che, a differenza dei temuti scarafaggi, l'uomo produce un enorme quantitativo di feci culturali. Non può farne a meno. Perché ragiona attraverso un sistema di sinapsi che FISICAMENTE e non METAFORICAMENTE si muovono. Muovendosi l'uomo produce pensiero e questo pensiero prodotto crea a sua volta degli accumuli, delle grandi sacche di scarto. Il pensiero non è mortale ma non è neppure divino, il pensiero è un semi-dio che per poter sopravvivere è costretto ad abbandonare delle parti di sé. Quelle parti, forse belle, forse spaventose, sono appunto il suo scarto. Sono la Storia. Il divenire della Storia, o accumolo delle feci, non è altro se non una narrazione sulle modalità dei decessi. Un insieme di racconti su cosa si ha mangiato e su come lo si è prima digerito poi evacuato. Questa, ripeto, è una necessità legata all'evoluzione della specie umana. La necessità del moto vorrei chiamarla. La fisica penso potrebbe venirmi in aiuto rispetto a questa affermazione e spiegarmi come/cosa/quanto perdo durante il mio moto necessario.
In architettura, quel che perdo è evidente: una sicurezza estetica. Togliere le viuzze del centro e sostituirle con una torta multistrato in onore di un Re puzzone significa imporre una nuova "dieta". Forzare lo sguardo ad un nuovo principio del bello che, come sappiamo, può essere realmente prodotto solo attraverso un lento e lungo processo altrimenti resta inevitabilmente, come nel caso del Monumento a Vittorio Emanuele, il ricordo di un pasto mal digerito. La Firenze rinascimentale è frutto di una complessa rete di azioni che ha portato all'introduzione di una nuova visione del mondo. Il Vittoriano è solo un oggetto buttato lì e reso poetico dalla famosa scena del film di Greenaway, The Belly of an Architect. La capacità di distinguere tra una mera operazione mediatica, come il MAXXI di Zaha Hadid o la notizia di spostamento dell'Ara Pacis e le rivoluzioni culturali come l'avvento del 2.0 e dell'Ipermoderno fà tutta la finezza di un critico. Di un pensatore. Poi ci si deve ovviamente anche dedicare alla questione sul Senso, che è legata al perché della forma, ma preferisco, in un blog, parlarne attraverso le immagini piuttosto che con questi fiumi di parole. Allora chiudo invitandoti a osservare queste due immagini che a mio avviso descrivono bene ciò che siamo disposti oggi ad amare della città, ciò che resta tra quintali di rifiuti e la nostra innata capacità di riuscire a trovare belli anche questi!

Special thanks Tamp

ANTICHI DOCUMENTI/R

Ricevo questa mattina la mail di un caro amico ormai trasferitosi a Leicester per ragioni di studio (gli inglesi un brillante cervello dell'economia lo prendono subito in dottorato e lo coccolano il più possibile sperando che resti lì a vita) e non posso che ammirare, oltre alla sua viva curiosità, il ritorno del tema sul Senso dell'Architettura. Parlando di Roma e della proposta di spostare l'Ara Pacis mi chiede: "fino a che punto secondo te bisognerebbe intervenire in una citta' che gia' e' ricca di architettura, ma di un altra epoca? Nel caso specifico, visto che una citta' come Roma e' grande, non ci saranno zone, tipo l'Eur dove un architetto contemporaneo puo' sbizzarrirsi e magari essere ricordato tra 2000 anni? Ti prego nella risposta di non infilarci di mezzo la politica, nel senso che i miei dubbi prescindono dalle decisioni dell'attuale giunta comunale di Roma, e mi batte il c... se Alemanno e' un fascista....".
Ecco il mio pensierino e speriamo che stavolta si scateni l'inferno del dibattito!

lunedì 19 maggio 2008

ANTICHI DOCUMENTI/A


People



Gente/people è il tema della settimana per i CT. Iniziato il mese di maggio -sù coraggio!- eccoci a correre operosi tra un festival e l'altro, tutti intenti a non mancare il bersaglio dell'aperitivo più trendy o del party più indie. Come sempre accade in questi casi il vero epicentro delle manifetazioni non sono i luoghi -puri pretesti dell'andare- ma le relazioni. Quei ponti tra un sistema emotivo ed un altro che producono il sociale. Andare ai festival è come fare un tuffo nelle profondità del mare "estetica" sapendo che ormai, anche le acque profonde, sono tiepide e melmose. Ma i fanghi, si sa, aiutano lo smaltimento dei grassi quindi, in odore di diete pre bikini, buona cura dimagrante a tutti!

Special thanks Sabrina in Paris

Wedding


You guys are always the glamourous! Best wishes my friends!
Special thanks Noel+Johannes

lunedì 12 maggio 2008

IL SENSO NON LO SO, MA IL VERSO E' QUESTO


The Meaning of Architecture



Dopo il gioco dell'estate, per i più seriosi, lancio un'altra proposta. Un tema che sta incendiando la corrispondenza tra Eileen e Lupo, la famosa querelle sul Senso dell'Architettura. Come potete leggere nel post La Deriva E. metteva in dubbio la capacità della filosofia teoretica di saper entrare in discussione con un problema di ordine estetico molto complesso: la deriva della forma e del suo contenuto. Oggi l'architettura, sia per la sua esorbitante visibilità, sia per la sua privilegiata relazione con i mezzi tecnologici, sia per il suo statuto misto di ars estetica ed etica (civile), ricopre a nostro avviso un ruolo nevralgico per una nuova decodificazione del senso dell'arte. La domanda, assolutamente neo crociana (ma ci piace così), si rivolge ad un pubblico vasto che voglia dire la propria sul mondo fisico e relazionale in cui viviamo.
Qual è il Senso dell'Architettura?

RO - BER - TO






































Asse Roma - Berlino - ToKio
Dopo due settimane di duro lavoro per chiudere l' "Internatonaler Realisierungswettbewerb - Wiedererrichtung des Berliner Schlosses - Bau des Humboldt - Forums im Schlossareal Berlin" ecco la capitale nel post Walter in dieci scatti.
P.S. l'ottava immagine è una citazione per i Nemi. (Accanto al Palazzo del Priorato, sul colle Aventino, si trova la piccola Chiesa di Santa Maria del Priorato, che Piranesi trasformò da chiesa medioevale in un tempio neoclassico, ornato di stucchi. All'interno, il trono del Gran Maestro, circondato dagli stalli dei cavalieri, ornati dei loro stemmi e dei loro emblemi, e il sepolcro dello stesso Piranesi. Qui il celebre giardino dei cavalieri, percepibile per i profani soltanto
attraverso un buco nel cancello.
Dal buco della possente cancellata è percepibile un lungo tunnel verde che accentua prospetticamente la vista sul cupolone.)

sabato 10 maggio 2008

Se fossi...



Lancio il gioco dell'estate che grande successo ha già ottenuto nella calda primavera bolognese. Se potessi scegliere chi vorresti essere nelle prossime 24 ore? Oggi ho sentito di tutto, Lord B. dallo stato nobiliare avrebbe agevolmente usurpato lo scranno della Casa Bianca per concedersi un'intera giornata nei panni del Presidente degli Stati Uniti d'America. Giulia Faccio Cose, da vera artista romantica, avrebbe voluto ritornare neonata per un giorno, ma con il cervello di una ventottenne... Miss Six era indecisa tra Lady D. e Grace Kelly il giorno delle nozze con il principe Ranieri (se avesse scelto Diana però mai in una giornata tipo con Carlo!!!). Pippo e Bru devono ancora concertare mentre EmmaBoshi a mio avviso non può essere che se stesso. Una pazza voleva entrare nei panni di Rocco Siffredi durante le riprese di un film. Insomma, fantasia a go go. Ecco, ora tocca a voi!